Oltre le parole: Guida al Modello VAK per una Leadership d’Impatto

Oltre le parole: Guida al Modello VAK per una Leadership d’Impatto

Nel dinamico mondo del lavoro contemporaneo, capita spesso di fermarsi a riflettere non tanto su cosa viene detto, ma su come e da dove nasca la comunicazione dei nostri interlocutori. Spesso, quelle che percepiamo come incomprensioni o attriti sono semplicemente il risultato di stili cognitivi differenti che non riescono a sintonizzarsi.

Per superare queste barriere, il modello VAK (Visivo, Uditivo, Cinestesico) si rivela uno strumento fondamentale per decodificare i processi attraverso cui le persone elaborano informazioni, apprendono e interagiscono.

I Tre Sistemi di Comunicazione: Specifiche Tecniche

Il modello VAK identifica tre canali dominanti. Sebbene nessuno stile sia superiore agli altri, ognuno di noi possiede un canale preferenziale che guida il pensiero e l’azione.

1. Il Sistema Visivo

Chi ha una dominanza visiva tende a “vedere” il concetto nella propria mente prima ancora di verbalizzarlo.

Caratteristiche: Parlata rapida, dovuta alla velocità con cui scorrono le immagini mentali.

Linguaggio: Utilizzo frequente di immagini, metafore e schemi mentali.

Strumenti di elezione: Mappe concettuali, slide, grafici e tutto ciò che permette una visualizzazione immediata dell’informazione.

2. Il Sistema Uditivo

Per l’individuo uditivo, la comunicazione è una questione di ritmo e sequenza.

Caratteristiche: Grande sensibilità verso la scelta delle parole, il tono della voce e il ritmo del discorso.

Processo cognitivo: Il pensiero viene costruito in modo sequenziale.

Punti di forza: È spesso un facilitatore naturale nelle conversazioni; impara al meglio attraverso il dialogo, lo spiegare e il riascoltare.

3. Il Sistema Cinestesico

Il profilo cinestesico elabora la realtà attraverso il filtro dell’esperienza fisica ed emotiva.

Caratteristiche: Bisogno di “sentire” i concetti per comprenderli appieno; uso del corpo e delle emozioni nel linguaggio.

Approccio: Predilige la concretezza e la sensazione.

Apprendimento: Impara “facendo”, sperimentando e vivendo in prima persona le situazioni.

Leadership e Maturità Relazionale

Integrare il VAK nella leadership non significa solo comunicare meglio, ma esercitare una vera maturità relazionale. Un leader che padroneggia questi stili è in grado di:

1. Evitare interpretazioni errate: Senza la consapevolezza del VAK, si rischia di attribuire intenzioni inesistenti ai collaboratori o di percepire una diversità di stile come una mancanza di rispetto.

2. Valorizzare la “Ricchezza Cognitiva”: In un team, la diversità di stili non è un limite, ma un asset che permette di affrontare i problemi da più angolazioni.

3. Ottimizzare l’ascolto: Sintonizzarsi sul canale dell’altro è la forma più alta di ascolto attivo.

Gestire il VAK in Azienda: Consigli Pratici

Per trasformare queste conoscenze in una cultura aziendale solida (una vera Workplace Culture), è necessario agire su più livelli:

Adattare i materiali: Durante le riunioni, è utile fornire sia supporti visivi (per i Visivi) che momenti di discussione aperta (per gli Uditivi) e, dove possibile, esempi pratici o prototipi (per i Cinestesici).

Promuovere un “Learning Mindset”: Incoraggiare i dipendenti a riconoscere il proprio stile e quello dei colleghi riduce le frizioni inutili e migliora il clima interno.

Personalizzare il feedback: Un leader efficace adatta il proprio tono e la modalità di feedback in base al sistema dominante del collaboratore, garantendo che il messaggio venga recepito correttamente e senza distorsioni emotive.

In conclusione, riconoscere il VAK non è solo una tecnica di coaching, ma un pilastro della leadership moderna. Capire “da dove” comunicano i nostri colleghi è il primo passo per costruire un ambiente di lavoro più empatico, produttivo e consapevole.

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